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GLADIATOR DSP - Prova di ascolto ...

GLADIATOR DSP - Prova di ascolto ...


Come anticipato nell' anteprima del Tec GLADIATOR DSP, abbiamo sottoposto il nuovo processore di casa E.B. Acoustic ad un completo e dettagliato test di ascolto. Il contesto simulava molto bene una delle situazioni più probabili in cui questo processore verrà impiegato, ovvero l'inserimento dello stesso in un impianto già esistente come upgrade indirizzato all'ottenimento di prestazioni superiori senza trovarsi a dover sostituire componenti vitali quali sorgente e finale/i.

Per questo abbiamo scelto di utilizzare i versatili ingressi analogici (è possibile collegare qualsiasi sorgente) nonostante sulla carta questa non dovrebbe essere certo la situazione in cui il processore si esprime al meglio. Effettueremo l'analisi dell'utilizzo con gli ingressi digitali (ottico e coassiale) in un secondo test...

L' impianto utilizzato è installato su una Renault Magane II a 5 porte, il fronte a 2 vie è composto da una coppia di woofer Tec SPL 6P installato in porta su di un supporto personalizzato in vetroresina e da una coppia di tweeter Dragster DTH 128 (all'epoca collaborammo per la loro realizzazione ma rimasero purtroppo,  dei componenti semi-sconosciuti...) posizionati nell'angolo creato dal punto di incontro del cruscotto, del parabrezza e del montante, pilotati da un vecchio Infinity K54a (50 x 4 Wrms) e filtrati ed allineati in passivo. Subwoofer Dragster DWH 229 in bass reflex con il finale dedicato, un altro vecchio Infinity K102a (100 x 2 Wrms). La sorgente, vetusta ma musicalissima Pioneer DEH-P77MP, dotata di convertitore D/A a 24 bit della Burr Brown.

A questo punto inseriamo il DSP sul percorso del segnale, ottenendo così un sistema a 2 vie + sub completamente attivo, sia per quanto riguardi l'amplificazione che per il filtraggio.

Escludiamo ogni filtro presente sulla sorgente e sui finali, e velocemente impostiamo nella sezione crossover del DSP le stesse frequenze di taglio che utilizzavamo nell' impianto originario, ovvero 3 Khz tra woofer e tweeter e 50 Hz tra woofer e sub.

Inseriamo il primo CD, scegliamo di utilizzare il CD Test ONECAR in quanto possiamo utilizzare alcune tracce musicali che in realtà sono dei veri e propri strumenti di valutazione e soprattutto di taratura. Ancora prima di impostare i ritardi temporali e verificare la correttezza dei filtraggi adottati notiamo subito un qualcosa che non torna... non si tratta di niente di negativo, anzi... la sensazione di una maggiore quantità di informazioni sonore ci assale sin dalle prime note, e pensare che l' impianto "cavia" lo conosciamo benissimo... e così il CD Test...

Proseguiamo utilizzando la traccia n° 5 "Ombre" dei Mideando Street Quartet per impostare i ritardi temporali e frequenze di taglio del fronte anteriore. La famosa "camminata" presente all' inizio della traccia è una cartina tornasole della corretta disposizione dello stage e delle sue dimensioni. La profonda voce del cantante solista invece è un' ottimo strumento per determinare il corretto allineamento del centro della scena, oltre che per impostare un giusto taglio di frequenze dei diffusori anteriori: in sistemi a 2 vie è particolarmente critica la riproduzione della voce maschile, in quanto la sua banda di frequenze deve essere riprodotta da due diffusori diversi per dimensioni e posizionamento.

Con sorpresa ci accorgiamo che abbiamo abbassato la frequenza di taglio tra woofer e tweeter a 1,8 Khz ed attenuato di 2 dB questi ultimi. Se un taglio così basso non è assolutamente un problema per in nostro tweeter, è evidente che il passaggio da filtraggio passivo ad attivo ha giovato enormemente ai piccoli trasduttori in termini di energia ricevuta dal finale.

Il risultato è una scena larga, più larga dell' impianto originale, ma soprattutto l'immagine acquista un dettaglio sconosciuto alla vecchia configurazione. Le zone medie sinistre e destre si riempiono di "spazio", la modella che passeggia sul palco lo fa senza alcuna lacuna dimensionale... ottimo!

Continuiamo l'ascolto con la traccia 7 "Soul Bossanova" di Quincy Jones,dove finalmente possiamo "leggere" sul palcoscenico virtuale la stessa mappa sonora riportata nelle istruzioni del CD, impressionante la precisione con cui viene posizionata la cow bell leggermente a sinistra della batteria, sullo fondo del palco. Il resto del CD sfila con scioltezza, l' impressione è la stessa della prima nota ascoltata, il dettaglio delle micro-informazioni è aumentato parecchio...

Passiamo al CD "Nuvole di Carta" di Paola Casula, dove un'incisione magistrale della Velut Luna ci restituisce tutta la duttilità della voce della cantante padovana, duttilità che il nostro DSP esalta ponendo Paola al centro di un ambiente dalle dimensioni perfettamente delineate, i fiati del grande Marco Strano vengono riprodotti nella giusta posizione con particolare attenzione nelle dimensioni degli strumenti, tanto che sembra di vedere le chiavi del sax muoversi. Il pianoforte a gran coda occupa (non solo fisicamente) gran parte della scena, diciamo buona parte della sinistra.

Passando al CD "La Palma" di Massimiliano Coclite testiamo a fondo le capacità del nostro impianto nel riprodurre una corretta immagine sonora, ed anche questa volta il DSP sparisce per lasciarci godere questa band favolosa (oltre Coclite al piano e voce, troviamo Fabrizio Bosso alla tromba, Luca Bulgarelli al basso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Fabrizio Mandolini al sax e Bruno Marcozzi alle percussioni). La traccia 8 costituisce, a nostro avviso, il test più significativo: la band al completo con pianoforte all' estremo sinistro, a centro-sinistra il sax, a centro-destra la tromba, arretrato al centro leggermente a sinistra il basso, la batteria nella posizione analoga a destra ed all' estremo destro le percussioni, ospite al centro della scena Vittorio Mattucci che interpreta "Careless Whisper" di George Michael.

Il contesto "live" viene reso in tutta la ruvidezza della voce di Vittorio, infatti effettuiamo una piccola correzione ai tagli di frequenza tra tweeter e woofer, portandoci a 2 Khz per evitare un piccolo accenno di indurimento della timbrica espresso in alcuni passaggi vocali. Impressionante la riproduzione della tromba di Fabrizio Bosso per pulizia, dettaglio e dinamica, quasi fosse seduto proprio ad 1 metro da noi li, nella zona centrale della porzione destra del nostro cofano...

Il basso di Bulgarelli pecca un po' di coda, difetto imputabile più al non perfetto accordo del sub che al resto della catena audio... per risolvere la situazione viene in aiuto il subsonico del DSP, impostando il taglio a 30 Hz rimettiamo tutto a posto, e spostiamo il passa basso sui 60 Hz e ridoniamo corpo a questo grande strumento.

I CD si susseguino numerosi nel lettore per 3 giorni, e quando arriva il momento di ripristinare il vecchio impianto non siamo molto convinti di farlo... uno stage come quello che abbiamo scoperto su quest'auto generalmente lo si ottiene dopo molti sforzi e dopo molte ore di taratura...

Concludiamo questa prova con alcune considerazioni fatte a tavolino. Prima di iniziare il test eravamo sinceramente scettici su due punti, il primo era quello relativo alla doppia conversione a cui il segnale doveva essere sottoposto con il tipo di connessione (analogica) da noi scelta, il secondo era la pendenza fissa di 24 dB/oct che caratterizza la sezione crossover del DSP... infatti per esperienza sappiamo che molto la maggiore discrezionalità possibile di questo paramentro è sinonimo di maggiore possibilità di raggiungere un risultato degno di nota.

In merito al primo punto abbiamo scoperto con sincero stupore che nessun parametro della riproduzione originaria veniva messo in secondo piano, anzi il maggior dettaglio disponibile  ha aiutato non poco a "riempire" lo spazio tra uno strumento e l'altro ed a dargli una dimensione ancora più precisa. Imputiamo questa caratteristica al fatto che nel filtraggio passivo, soprattutto se si gioca abbastanza con pendenze, fattori di merito e celle di ritardo come nel passivo di quest'auto, inevitabilmente ci si trova a fare i conti con una certa "inerzia" dei numerosi componenti che si trovano in serie al segnale diretto agli altoparlanti (tweeter in primis) che introduce un ridimensionamento della dinamica espressa dai trasduttori, insieme ad un minimo di attenuazione degli stessi (infatti abbiamo dovuto attenuare i tweeter).

Ovviamente i ritardi temporali regolabili con un passo di 0,2 ms giovano non poco a ricreare un' immagine verosimile ed un fuoco degno di nota.

In merito al secondo punto invece, siamo rimasti un po' perplessi... ovvero la facilità con cui siamo riusciti a mettere in fase ed allineare ogni singolo altoparlante non era preventivabile a priori tenendo in conto le inevitabili torsioni di fase che filtraggi così ripidi impongono. Sviscereremo questo dettaglio appena ne avremo l'occasione, magari inserendo il DSP in un contesto 3 vie + sub ed affidandogli la gestione dell'intero fronte...


A. Milanese - CENTRORADIO Snc

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