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MTX T812-44: profondamente americano!


Prima di analizzare il subwoofer in questione, vogliamo aprire una parentesi per spiegare il nuovo corso della distribuzione europea di MTX.

La casa americana ha ancora una volta colto una nuova tendenza del mercato europeo nei confronti dei prodotti americani, ed intelligentemente ha operato una profonda rivistazione della propria politica commerciale nel vecchio continente. Preso atto delle differenze sostanziali tra le preferenze ed i gusti degli appassionati americani e quelli europei, MTX ha mantenuto la sua tradizionale produzione dedicata al mercato interno dove il classico impianto in auto è costituito da un fronte minimale (generalmente si tratta di una o più coppie di coassiali) e da una sezione subwoofer ipertrofica, prediligendo quindi una riproduzione esagerata della gamma bassa ed ultr-bassa ma senza nulla (o poco) pretendere dalla gamma medio-alta, e dalla richiesta di vesti estetiche particolarmente ricercate e non disdegnando elaborazioni luminose di elettroniche e componenti vari.

Per il mercato europeo, molto più incline a favorire la qualità sonora e l'equilibrio timbrico all' estetica, è stato pensato un catalogo tutto nuovo!

Ecco che compaiono le linee THUNDER e ROAD THUNDER, all'interno delle quali compaiono due serie di finali, tre di subwoofer e 4 di altoparlanti, tutte caratterizzate dall'obiettivo di raggiungere le migliori prestazioni sonore nel proprio specifico impiego.

L' MTX T812-44 fa parte della linea top  di gamma Thunder 8000 (derivata dalla linea Jack Hummer, comunque disponibile anche in Europa), si tratta di un subwoofer da 12" caratterizzato da cono in fibra di vetro composita, sospensione in gomma butilica, cestello in pressofusione di alluminio e doppia bobina mobile in alluminio da 4 ohm da 60 mm di diametro, capace di digerire la ragguardevole temperatura di 220 °C.

La tenuta in potenza è di 500 Wrms, che diventano ben 1500 W di picco; la sensibilità è di 92,2 dB, che unita all' escursione lineare di ben 16 mm mette i presupposti per ottenere una sezione subwoofer "esplosiva".

Un' analisi veloce dei parametri THiele & Small, fa capire immediatamente che questo sub gradisce decisamente un caricamento in cassa chiusa di dimensioni medio-piccole. La sensibilità abbastanza elevata e la possibilità di configurare le bobine in parallelo per abbassare a 2 ohm l'impedenza vista dal finale aumenta la curiosità di passare alle simulazioni con Bass Box 6 Pro.

Rapidamente si evince che un caricamento ideale, per prestazioni e per ingombro finale, è una cassa chiusa completamente riempita di fonoassorbente di circa 30 litri netti.  In questa configurazione la nostra sezione ultrabassa assume un valore leggermente sovrasmorzato di Qtc, pari 0,839, che non impensierisce dato l'effetto di ulteriore caricamento che l'abitacolo andrà ad esercitare, abbassando nel contempo sia l' F3 (qui posta a 43 Hz) che il Qtc, avvicinandosi verosimilmente a valori quasi ideali...

L' escursione massima che il cono va ad effettuare con i 500 Wr ms nominali applicati si attesta poco sopra i 9 mm a circa 31 Hz, e questo la dice lunga sulla riserva meccanica che il complesso equipaggio mobile garantisce (ricordiamo che la Xmax si assesta a 16 mm...). Anche la rotazione di fase ed il ritardo di gruppo, nel sempre nel dominio delle frequenze, si attesta su andamenti quasi ideali.

La simulazione al computer di questo interessantissimo componente anticipa quasi inequivocabilmente il comportamento all'ascolto. Nelle condizioni della simulazione, sfodera una classe non comune nella modulazione delle ottave più basse, quelle che al limite dell'udibile portano la percezione sonora dall'ambito uditivo a quello fisico. E' proprio la capacità di seguire in modo naturale e disarmante ogni più piccolo fraseggio di contrabbasso, acustico od elettrico che sia, a far ricordare certi sub americani di vecchia (e compianta) scuola... anche se qui la velocitaà della risposta, intesa come capacità dinamica, è nettamente superiore!

Alzando il volume questa peculiarità non varia minimamente, anzi la tenuta in potenza al di la di ogni sospetto invita a cercare il limite con più foga, che sopravviene solo quando il finale "non ne può più", verrebbe voglia di dargli in parto più di quei 500 Wrms ... anche se in verità la sensibilità superiore alla media non lo rende proprio nesessario.

Una raccomandazione ... a questo sub va abbinato una sorgente ed un finale di altrettanta qualità ed una certa dose di pazienza... la necessità di effettuare un buon rodaggio implica di attendere non meno di 200-250 ore di lavoro a media potenza (impiego quotidiano) prima che riesca ad esprimersi al meglio, e questa necessità potrebbe rivelarsi insopportabile per gli appassionati di buon suono frettolosi...


A. Milanese - CENTRORADIO Snc

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