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Audi A3 8P di Federico: l'Hi-Fi invisibile!


Federico è un giovane cliente molto appassionato di musica e quando si è trovato di fronte all'occasione di acquistare la sua Audi A3 di seconda mano non poteva essere più felice nel constatare che sulla vettura sulla quale aveva puntato la sua attenzione fosse già stata installata una sorgente multimediale Kenwood DNX-7260BT e che fosse presente un sistema audio amplificato originale, con tanto di subwoofer.

Purtroppo una volta portata a casa la vettura, Federico si è presto reso conto che la qualità sonora offerta dal sistema audio di bordo era ben lungi dall'essere definibile "ad alta fedeltà" e quindi una visita al nostro centro d'installazione è stata una conseguenza più che naturale per lui.

Federico ci ha fin da subito chiarito le sue necessità ed abbiamo quindi stabilito di mantenere la sorgente già installata dal precedente proprietario dell'auto, avremo poi dovuto mantenere la massima invisibilità e soprattutto reversibilità dell'intervento e soprattutto la resa sonora avrebbe dovuto comunque mantenere un'impostazione sound-quality ma con una certa "vitalità" in gamma bassa.

Il progetto del nuovo impianto ha previsto, quindi, l'installazione di un fronte anteriore composto dal kit a 2 vie Focal KIT 165 KR. Come da richiesta, la massima invisibilità è stata rispettata sfruttando le predisposizioni originali: il woofer ha trovato posto nell'alloggiamento di serie in porta tramite l'utilizzo di un apposito adattatore, mentre il tweeter è stato installato nella predisposizione del montante con l'accortezza di impostare un lieve inclinazione in modo da sopperire ad un'imperfezione dell'orientamento del componente originale. I crossover del kit, invece, hanno trovato posto in due nicchie inutilizzate all'interno del cruscotto.

Il subwoofer utilizzato, unica concessione di Federico all'invisibilità del sistema, è il Focal SB P 25 che comunque mantiene discreta la sua presenza nel baule. Un sistema di sgancio rapido prevede la rimozione del componente nel caso si rendesse necessario utilizzare l'intero volume di carico.

Per la sezione amplificatrice la scelta è caduta su un nuovo, straordinario, amplificatore destinato a segnare una netta linea di demarcazione tra ciò che si credeva impossibile e ciò che in realtà sarà la normalità nel futuro. Stiamo parlando del Mosconi D2 100.4, un minuscolo ma formidabile concentrato di tecnologia avanzatissima, potenza esplosiva e raffinatezza timbrica.

Le dimensioni minimali di questo amplificatore hanno permesso un suo facile posizionamento nella nicchia lasciata libera dal subwoofer originale una volta rimosso, mentre il potente DSP integrato ha fornito la possibilità di perfezionare al meglio la resa sonora di questo raffinato sistema a 2 vie + sub.

Ecco... la resa sonora com'è? Beh... possiamo definirla "incredibile"! Eh si, perchè le ottime doti sonore degli altoparlanti impiegati sono al di sopra di ogni dubbio, forse la sorgente poteva far preoccupare un po' (ed effettivamente l'ha fatto...) ma un simile micro-amplificatore come può sonorizzare "come si deve" un sistema che sulla carta ma soprattutto nella pratica deve suonare alla grande?

E' perfettamente lecito avere questi dubbi, al primo approccio con il D2 100.4... ma vi assicuriamo che questi dubbi spariscono immegiatamente fin dalla prima nota emessa! Iniziamo, come di consueto, ad ascoltare "Romeo & Juliet" dei Dire Straits... il primo arpeggio di chitarra, al centro destra dell'immagine sonora, è subito esemplificativo di un'esperienza d'ascolto che da qui in poi andrà in crescendo. La voce di Mark Knopfler si posiziona li, al centro del cruscotto, forse un pelo bassina... ma il rispetto totale delle predisposizioni non permette altri miracoli... passando a "Brothers in Arms" il basso elettrico di John Illsley si materializza davanti a noi, quasi che quel componente da 10" non sia posizionato dietro in baule ma qui davanti, nel cruscotto... tanto da spiazzare chi è abituato a come suona un impianto "standard" con l'ultrabassa che proviene da dietro...

Passiamo poi a Beth Hart & Joe Bonamassa, "I love you more than you'll ever know" è una traccia difficilissima da riprodurre con quel basso elettrico che è protagonista, quasi fosse un tutt'uno con il battito del cuore della Hart, mentre la chitarra di Bonamassa nel centro-destra è definita, precisa e dettagliata come difficilmente capita di udire in un sistema così semplice... passando a "Nutbush city limits" il piccolo Mosconi tira fuori una grinta incredibile, la riproduzione della potente voce non accenna ad impastarsi minimamente, nonostante il grande impegno energetico in gamma media richiesto dalla cattivissima chitarra di Bonamassa e dai poderosi colpi di grancassa, che di certo richiedono una discreta dose di dinamica da parte del finale per essere riprodotti con un incipit così repentino ed è proprio qui che volevo constatare se "cascava l'asino"... ed invece il D2 risponde stuzzicando ad alzare sempre più il volume, fino ai limiti della sorgente.

 

Ah... non vi ho ancora sottolineato che questa spettacolare prestazione è quella di un minuscolo amplificatorino in classe D (mi pare di vederlo il terrore negli occhi di molti puristi...) che suona come un grandioso classe AB!!! Provare per credere, ha allibito anche noi...

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