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Citroen C3 di Carlo by HELIX: l'evoluzione della passione!


La storia di Carlo e della sua Citroen C3 è di quelle che vorremmo sentire tutti i giorni, di quelle che ci fanno inorgoglire e che giustificano i mille sforzi che compiamo tutti i giorni per operare con serietà in questo bistrattato settore.

Carlo ha avuto la fortuna di avere un padre appassionato di musica, di quella con la "M" maiuscola... quindi per lui è stato più che naturale sviluppare la stessa passione e la sua giovane età ha fatto si che il luogo preferito in cui ascoltarla fosse la sua auto. Purtroppo nel suo avvicinarsi al mondo del car-audio ha ceduto al fascino delle competizioni SPL (livello di pressione sonora) ... che l'ha portato a far "mettere mano" in maniera pesantissima alla sua vettura in un altro centro d'installazione che opera prevalentemente nell'SPL.

Nel vivere questa sua prima parte di passione Carlo è riuscito anche ad ottenere dei rinomati riconoscimenti in campo gara, ma con il passare del tempo il nostro amico si è reso conto che l'impianto installato sulla sua vettura non poteva in alcun modo soddisfare decentemente la sua voglia di ascoltare musica in auto, musica con la "M" maiuscola... oltre a questo non era affatto felice di viaggiare su una vettura sulla quale l'invasività marcata dell'impianto audio  rendeva poco gradevole anche la basilare funzione di ogni vettura, ovvero quella di poter (appunto) viaggiare comodamente ed in sicurezza.

La chiave di volta per la passione di Carlo è stata la possibilità di ascoltare una delle nostre ultime e più vincenti realizzazioni, infatti in occasione della finale regionale triveneto del campionato ONE CAR 2013 la sua attenzione è ricaduta sulla Renault Clio III di Denis.

L'esperienza d'ascolto è stata così coinvolgente e per molti aspetti emozionante che la sera Carlo è rientrato a casa con un unico desiderio: portare lo stesso sound ascoltato sulla Clio di Denis nella sua C3!

Senza contare che le rifiniture e l'integrazione estetica di quella realizzazione sembravano ai suoi occhi lontani anni luce rispetto al sistema installato sulla sua auto.

Non è passato molto tempo prima che Carlo raccogliesse il coraggio per venire a fare la nostra conoscenza e fin dal primo istante non ha avuto dubbi nel mettere i suoi desideri nelle nostre mani. La sua sincerità nel mettere in chiaro quali erano i suoi obiettivi ma al contempo la sua disponibilità a darci la massima libertà progettuale è stata una piacevole quanto disarmante sorpresa per noi.

Le richieste di Carlo erano chiare:

  • Ottenere una resa sonora che gli permettesse di godere appieno dei suoi generi preferiti, con particolare attenzione alla riproduzione delle voci femminili
  • Non rinunciare, all'occorrenza, ad una gamma bassa ed ultrabassa esagerata
  • Mantenere un'estetica più sobria possibile per quanto riguarda l'integrazione dei componenti (l'esperienza devastante in tutti i sensi del suo vecchio impianto SPL ha lasciato il segno...)
  • Mantenere la sorgente già in suo possesso (una Pioneer AVH-2500BT), almeno in un primo periodo.

Abbiamo quindi deciso di incentrare lo sviluppo del nuovo sistema hi-fi di Carlo sull'utilizzo di un componente, o meglio di uno strumento, che permetta di gestire al meglio anche un complesso sistema come quello che ci accingeremo a realizzare, stiamo parlando del processore digitale Helix HX DSP. Grazie alla sua adozione è possibile anche utilizzare, per il momento, la sorgente di Carlo ma non preclude alcuna evoluzione futura anche grazie alla possibilità di fornirgli un segnale digitale ottico.

Per il fronte anteriore abbiamo deciso di installare un sistema a 3 vie composto dal woofer Helix C 6B, dal midrange Helix P 203 e dal tweeter Helix C 1T.

Il woofer ha trovato posto nella predisposizione in porta, debitamente modificata ed orientata, mentre le vie medio-alte hanno trovato posto su una struttura in resina alla base dei montanti anteriori. L'aspetto più interessante delle strutture in resina realizzate artigianalmente è che possono essere rimosse in qualsiasi momento per permettere il rispristino alle condizioni originali della vettura.

La scelta del componente a cui affidare la gamma ultrabassa è caduta dul subwoofer Helix SPXL 12, un componente davvero impressionante da meneggiare...

Per l'amplificazione abbiamo replicato lo schema già visto sulla Clio di Denis, ovvero il fronte viene pilotato in bi-amplificazione da un amplificatore Helix A4, mentre il subeoofer è affidato alle cure di un ottimo Helix SPXL 1000.

Molta attenzione è stata rivolta anche all'alimentazione del sistema, infatti abbiamo utilizzato uno stabilizzatore di tenzione Helix Power Station XXL, che oltre a mantenere costante la tensione con cui si alimenta l'impianto permette anche di elevarne il valore fino a 15V e di mantenere stabili le sue prestazioni fino all'erogazione di ben 200 A continui. Per coadiuvare l'azione dello stabilizzatore abbiamo installato due condensatori da 1 F Helix CAP 1000.

Il baule è stato oggetto di un completo rifacimento, cercando di coniugare un'estetica discreta con il numero non minimale di componenti da posizionare.

Il fianchetto sinistro accoglie il processore ed il finale del fronte anteriore mentre quello destro accoglie lo stabilizzatore. L'amplificatore per il subwoofer invece è stato inserito in un doppio fondo, per facilitare lo smaltimento del calore da esso generato (davvero poco in verità) è stato realizzato un circuito di aereazione forzata.

Dopo una lunga attesa dovuta ad un'installazione comunque non banale, rallentata da opportuni interventi atti a ripristinare le condizioni estetiche nonché di sicurezza originali della vettura venute un po' meno a causa della precedente installazione, Carlo ha potuto finalmente sedersi ed ascoltare il risultato di ciò che ha tanto sognato.

Come di consueto iniziamo a far sgranchire i muscoli a questo nuovissimo sistema inserendo nel lettore il CD "Private Investigations" di Mark Knopfler & Dire Straits. "Romeo & Juliet" aprono le danze, e sul volto di Carlo si fa subito strada lo stupore... non tanto per gli arpeggi delle chitarre riprodotti come prima non aveva mai sentito, ma per Mark Knopfler che si materializza al centro del cruscotto, a ridosso del parabrezza! Per lui che è abituato al mondo "roboante" dell'SPL si tratta di un primo contatto con l'alta fedeltà davvero fuori dal comune...

Passando a Flowers di Fabiana Martone, facciamo scorrere i brani per arrivare a focalizzare l'attenzione sul giro di archi che apre "Fire and rain" dove un fraseggio di contrabbasso posizionato all'estremo destro mette in crisi molti impianti, sia per via delle spesso inevitabili vibrazioni che woofer ed insonorizzazioni al di sotto delle aspettative possono generare sia per l'effettiva difficoltà di riprodurre dei dettagli dinamici posizionati in una gamma (la medio-bassa e bassa) davvero critica da riprodurre con un singolo woofer da 6" installato "free air" in porta. Il nuovo impianto di Carlo passa il test con disinvoltura, compresa la difficile riproduzione dei particolari relativi alle dita dell'esecutore che sbattono con violenza le corde sulla tastiera.

Passando ad un'esecuzione di Vittorio Matteuci di "Careless wisper" (George Michael) registrata live al jazz club "La Palma" di Roma immerge Carlo nelle atmosfere magiche delle esecuzioni live jazzistiche tanto care ad un certo genere di audiofili (me compreso), nelle quali le imperfezioni acustiche introdotte dell'ambiente rappresentano un valore aggiunto. Carlo si diverte a scovare tutti gli strumenti, le loro dimendsioni ed il loro posizionamento sul palcoscenico... si tratta di una prospettiva d'ascolto nuova per lui, e la sta scoprendo con entusiasmo!

Arrivato il momento di inserire nel lettore "Seesaw" di Beth Hart e Joe Bonamassa, saggiamo le doti dinamiche del sistema con "Nightbush city limit" ed è una goduria scoprire che quell'energumeno di subwoofer posto li dietro in baule sa essere "invisibile" al sopra di ogni aspettativa. Il punch incalzante che basso elettrico e batteria imprimono a questo pezzo viene interpretato magistralmente. Passando poi a "I love you more than I'll ever know" il basso si fa sensuale quasi quanto Beth e viene riprodotto con una pulizia ed un dettaglio commoventi. Probabilmente le primissime ottave sono un po' indietro rispetto al resto dell'ultrabassa, ma ad un componente di questo calibro bisogna concedere un adeguato periodo di rodaggio.

Tutto rose e fiori? No, anzi... l'impianto è appena nato per cui necessita di sgranchirsi le sospensioni con un buon rodaggio, ma quello che risulta evidente è che l'anello debole di questa ottima catena audio è la sorgente. Una separazione stereofonica non eccezionale rende la ricostruzione dell'immagine sonora un po' sfocata... le dimensioni dello stage sono tutto sommato corrette, compresa la profondità, ottenerne una di decente su una C3 è spesso quasi un affare utopico... ma i vari esecutori sono poco definiti e l'ambienza risulta appena discreta. Sicuramente molti miglioramenti arriverano dopo il rodaggio, ma conoscendo bene come sanno suonare questi componenti è evidente "all'orecchio" che non si stanno esprimendo al 100%.

Poco male... Carlo era consapevole fin dall'inizio che la prestazione sarebbe stata limitata dalla sorgente, ma c'è tempo per migliorare... deve migliorare Carlo nelle sue capacità critiche d'ascolto e deve migliorar il suo ottimo nuovo impianto hi-fi.

Per ora possiamo affermare con fierezza che abbiamo portato con successo sulla "retta via" un giovane appassionato di musica, ed in un periodo come questo non è affatto poco...

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