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Alfa Romeo Giulietta: tiriamo fuori il tweeter!


Più di qualche appassionato si ricorderà l'Alfa Romeo Giulietta del Sig. Sovran, sulla quale siamo intervenuti per eseguire un upgrade dell'impianto audio originale.

In fase di progetto i nostri suggerimenti di non sfruttare le predisposizioni "così com'erano" sono stati scartati per l'inammovibile posizione del nostro cliente che preferiva mantenere inalterata l'estetica delle portiere. Ma in fase di ascolto, una volta ultimato l'upgrade, anche il Sig. Sovran si è reso immediatamente conto che nonostante l'incremento di prestazioni rispetto all'originale fosse nettissimo, la sua voglia di "buona musica" non poteva mettere in secondo piano i limiti in fatto di ricostruzione dell'immagine sonora (altezza e messa a fuoco nella zona di centro-sinistra).

Dopo qualche mese di ascolto in queste condizioni, periodo peraltro necessario per ultimare una doverosa fase di rodaggio dei componenti, il nostro appassionatissimo cliente si è convinto sul da farsi e ci ha chiesto di "tirare fuori" i tweeter dalle predisposizioni per dare loro modo di esprimersi al meglio delle loro potenzialità. Abbiamo concordato sul fatto che il miglior compromesso tra ridotto impatto estetico e buona resa del componente fosse quello di posizionare i tweeter su dei triangoli degli specchiettii opportunatamente ricostruiti in resina e rifiniti in modo da poter essere confusi con dei componenti originali.

Come è visibile in foto queste richieste si traducono in una coppia di triangolini dall'impatto estetico minimale, rifiniti con una speciale verniciatura che simula alla perfezione la rifinitura della plastica con cui erano realizzati i triangolini originali. L'orientamento dei componenti risulta "asimmetrico", ovvero i tweeter sono stati posizionati in asse con il punto d'ascolto (guidatore), per poter godere appieno delle ottime capacità analitiche di questi ottimi Dragster AT 26 e per limitare più possibile quel fastidioso "buco" della scena a centro-sinistra.

Con l'occasione abbiamo provveduto ad installare una presa jack in plancia per poter collegare l'iPhone del Sig. Sovran direttamente all'ingresso Aux-In del Match PP 82DSP bypassando così la sorgente originle e potendo sfruttare al meglio le doti sonore di questo smartphone, che in verità è la sorgente più utilizzata dal nostro cliente. Fin'ora lo utilizzava tramite la connessione prevista per la sorgente originale, ma la prestazione sonora veniva "strozzata" dalla scarsa qualità della stessa.

Abbiamo inoltre installato il controller remoto Match URC2A che permette di switchare tra la sorgente originale e l'ingresso Aux, di regolare il volume relativo a quest'ultimo ingresso e di regolare il livello di emissione del subwoofer.

Inutile dire che la taratura è stata completamente rivista, sia per il nuovo posizionamento dei tweeter sia perchè i trasduttori si erano perfettamente rodati.

Il risultato sonoro mette subito in luce i benefici di questo nuovo posizionamento, finalmente l'immagine sonora si staglia in orizzontale con continuità da montante a montante (a sinistra anche un po' oltre...) ed in altezza viene centrata al di sopra del cruscotto. In profondità non abbiamo un vero e proprio incremento sostanziale della dimensione (diversamente avremmo perso un po' di coerenza nelle dimensioni) ma il posizionamento degli strumenti appare meglio delineato proprio nel senso di questa dimensione.

Timbricamente abbiamo i migliori benefici, la gamma alta viene riprodotta in maniera molto più naturale, senza particolari sbavature, l'incrocio tra medio-bassa e medio-alta risulta quasi impercettibile, tanto che le voci maschili vengono riprodotte con una precisione che emoziona.

Questo netto miglioramento del comportamento dei tweeter però mette in luce un po' di più le influenze negative che hanno le predisposizioni dei woofer sui Dragster AMW 6, che dal canto loro fanno quasi miracoli in queste condizioni.

Il nostro appassionatissimo Sig. Sovran si è dichiarato comunque entusiasta non solo del risultato estetico dei nuovi triangolini, ma soprattutto dell'incremento di prestazioni ottenuto che a suo modo di ascoltare mette in secondo piano le seppur presenti alterazioni in gamma medio-bassa, che evidentemente vengono rese meno evidenti con i generi musicali da lui preferiti. Ha apprezzato molto la possibilità di by-passare la sorgente originale collegando il suo iPhone direttamente al processore e soprattutto ha gradito la possibilità di regolare il livello del sub, possibilità che asseconda le differenze di resa in gamma bassa ed ultrabassa delle varie forme di musica liquida (specialmente quelle in streaming dal web) oggi disponibili e facilmente fruibili con un semplice smartphone di ultima generazione.

Forse ci siamo, questa evoluzione è quella definitiva per questo impianto... o forse no?

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